LA RECENSIONE
L’opera monografica di Matteo Monti affronta la questione, di grande rilevanza per il diritto costituzionale italiano e comparato, concernente la formalizzazione dell’asimmetria come strumento di riduzione o di impulso rispetto al presentarsi di istanze secessioniste nell’ambito di sistemi territoriali regionali abitati da minoranze.
In particolare, l’Autore, nello studiare le dinamiche intercorrenti tra federalismo asimmetrico e istanze di secessione, fa leva su una nozione ampia di asimmetria territoriale, che include qualsiasi forma di differenziazione giuridica rispetto alle diverse unità sub-nazionali. I quattro casi di studio (Paesi Baschi, Catalogna, Sudtirolo e Valle d’Aosta) sono stati selezionati nell’ambito di Spagna e Italia, i «due principali “regionalismi” europei», «casi prototipi», nonché simili e omogenei, che si caratterizzano, in particolare, per la presenza di forti identità nazionali a livello sub-nazionale. Sebbene l’insorgere di aspirazioni indipendentiste sia determinato da diverse spinte, fra cui quelle di natura economica, in questo lavoro ci si sofferma soprattutto sul ruolo delle identità nazionali nell’affermazione e nella legittimazione dell’asimmetria. Tale profilo emerge chiaramente grazie agli strumenti metodologici utilizzati: alla meticolosa analisi giuridico-comparatistica viene affiancato un costante esame del dato storico, politologico e sociologico, nell’intento di presentare una ricerca «transdisciplinare e diacronica», che si colloca nel filone di studi costituzionali sul fenomeno secessionista e sul federalismo. Come rilevato di recente, sebbene sia raro che nelle ricerche di diritto comparato sul federalismo si faccia riferimento all’Italia, questo studio conferma invece la rilevanza del regionalismo italiano e della sua peculiare asimmetria in tale prospettiva. [continua]