Abstract (in italiano)
Il contributo esamina, in prospettiva comparata, la Ley 7/2021 de cambio climático y transición energética e l’assenza di un equivalente strumento normativo nell’ordinamento italiano, con l’obiettivo di dimostrare che tale asimmetria configura un deficit di effettività costituzionale e non una mera scelta politica contingente. Muovendo dalla griglia analitica per la classificazione delle leggi-quadro nazionali sul clima, l’articolo ricostruisce i fondamenti costituzionali, il riparto di competenze e i limiti strutturali della legge spagnola — l’inadeguatezza dell’obiettivo al 2030 e l’assenza di bilanci di carbonio per periodo — nonché la traiettoria giurisprudenziale del Tribunale Costituzionale dalla STC 64/1982 alla STC 142/2024. Sul versante italiano, individua un paradosso strutturale: la riforma costituzionale del 2022 (artt. 9 e 41 Cost.) e la riorganizzazione ministeriale hanno segnato passi significativi, ma il percorso si è arenato proprio sul piano della legislazione ordinaria, lasciando privo di effettività il mandato normativo introdotto dalla revisione costituzionale.