Abstract (in italiano)
Il decorso di venticinque anni dall’entrata in vigore della Legge costituzionale n. 1/1999 costituisce un’occasione utile per riflettere sul significato della rinnovata autonomia statutaria regionale e sulle difficoltà incontrate dalle Regioni ordinarie nel relativo esercizio. Il contributo affronta le premesse storico-istituzionali che portarono alla riforma, i principali nodi interpretativi della stessa e le complesse vicende del relativo sèguito. Sebbene la causa dei modesti risultati conseguiti sia stata talvolta attribuita alle posizioni centralistiche assunte dalla Corte costituzionale, l’Autore offre una rilettura della giurisprudenza intervenuta sulle questioni statutarie, riflettendo sul concorso di altri variabili, a cominciare da un generale appiattimento delle classi politiche regionali e da una scarsa cultura dell’autonomia, destinata, in generale, a riflettersi negativamente sul rilancio del regionalismo italiano.