Gruppo di Pisa

Codice etico della Rivista “Gruppo di Pisa. Dibattito aperto sul Diritto e la Giustizia costituzionale”

Lo scopo della Rivista “Gruppo di Pisa. Dibattito aperto sul Diritto e la Giustizia Costituzionale” è quello di svolgere attività di promozione nel settore della cultura giuridica, favorendo il dibattito fra studiosi ed operatori in ambito nazionale ed internazionale.
Per perseguire questo obiettivo, la Rivista esprime una posizione neutrale sulle questioni affrontate ed esige rigore ed accuratezza.
Tutti i soggetti coinvolti nel processo di pubblicazione – gli autori, il Direttore responsabile, i componenti del Comitato di direzione e del Comitato di redazione, i revisori – devono rispettare, in ogni fase del procedimento, le norme etiche di comportamento, sulla base degli standard indicati da COPE nel Code of Conduct and Best Practice Guidelines for Journal Editors.

Decisione di pubblicazione
La Rivista accetta solo lavori originali e redatti nel rispetto del diritto d’autore e non sottoposti contemporaneamente a valutazione presso altre riviste.
La Rivista si avvale della peer review come principale metodo di selezione degli articoli, cui si può derogare solo nei casi espressamente previsti dal Regolamento della Rivista “Gruppo di Pisa. Dibattito aperto sul Diritto e la Giustizia Costituzionale”.
La Rivista favorisce l’indipendenza della ricerca, condanna il plagio e la violazione del copyright, richiede e promuove contributi originali basati su dati rigorosi, si impegna a pubblicare le correzioni degli errori negli articoli pubblicati od il ritiro degli stessi. Infine, si dichiara aperta a tutte le forme di promozione della cultura giuridica e della ricerca, compresa quella dell’Open Access.

Doveri del Direttore scientifico e degli organi della Rivista
Il Direttore Scientifico e gli altri organi editoriali della Rivista sono tenuti a rispettare quanto indicato nelle linee guida di COPE.
Il Direttore scientifico e gli altri componenti del Comitato di Direzione sono i soli responsabili della decisione di pubblicare gli articoli sottoposti alla Rivista stessa.
Gli Organi della Rivista hanno l’obbligo di rispettare le disposizioni normative vigenti in materia di diffamazione, violazione del copyright e plagio.
Il Comitato di redazione si avvale, salvo i casi previsti dal Regolamento, del supporto di almeno due revisori scelti da un elenco di studiosi esterni agli Organi della Rivista, secondo una procedura di double-blind peer review.
I componenti del Comitato di Direzione valutano i manoscritti in base al contenuto scientifico, senza distinzione di razza, sesso, orientamento sessuale, credo religioso, origine etnica, cittadinanza, nonché di orientamento scientifico, accademico o politico degli autori.
Il Comitato di Direzione e il Comitato di Redazione non possono divulgare informazioni sui manoscritti inviati a nessun altro soggetto diverso dagli autori, revisori e potenziali revisori. È fatto divieto ai componenti degli Organi della Rivista di utilizzare il materiale inedito contenuto nei manoscritti sottoposti alla Rivista per proprie ricerche.
Ove il Comitato di Direzione o il Comitato di Redazione rilevino o ricevano segnalazione di un problema rilevante in merito ad errori/imprecisioni, conflitto di interessi o plagio in un articolo pubblicato, ne daranno tempestiva comunicazione all’autore ed intraprenderanno le azioni necessarie per chiarire la questione e, in caso di necessità, l’articolo sarà ritirato e si pubblicherà una ritrattazione o Erratum, secondo le linee guida di COPE.

Doveri dei revisori (peer reviewers)
I revisori assistono il Comitato di Direzione nelle decisioni editoriali; attraverso le comunicazioni veicolate dal Comitato di Direzione, possono aiutare l’autore a migliorare il manoscritto.
Il revisore selezionato, che non si senta qualificato alla revisione del manoscritto assegnato, o che sappia di non essere in grado di eseguire la revisione nei tempi richiesti, deve comunicare la sua decisione, rinunciando a partecipare al processo di revisione. I revisori non devono accettare manoscritti qualora versino in posizione di conflitto di interessi derivante da rapporti di concorrenza, di collaborazione, o altro tipo di collegamento con gli autori, aziende o enti che abbiano relazione con l’oggetto del manoscritto. I manoscritti ricevuti per la revisione devono essere trattati come documenti riservati. Essi non devono essere mostrati o discussi con chiunque non sia previamente autorizzato dal Comitato di Direzione.
La revisione deve essere condotta in modo obiettivo. La critica personale dell’autore non è ammessa. I revisori devono esprimere le proprie opinioni in modo chiaro e con il supporto di argomentazioni documentate; hanno il compito di indicare la presenza di materiale bibliografico rilevante per il lavoro da valutare ma non citato dagli autori.
Ogni dichiarazione, osservazione o argomentazione riportata deve preferibilmente essere accompagnata da una corrispondente citazione. Il revisore deve segnalare ogni somiglianza sostanziale o sovrapposizione tra il manoscritto in esame e qualunque altro documento pubblicato di cui abbia conoscenza personale.
Le informazioni o idee ottenute tramite la revisione dei manoscritti devono essere mantenute riservate e non utilizzate per vantaggio personale. I revisori non devono accettare manoscritti nei quali abbiano conflitti di interesse derivanti da rapporti di concorrenza, di collaborazione, o altro tipo di collegamento con gli autori, aziende o enti che abbiano relazione con l’oggetto del manoscritto.

Doveri degli autori
Gli autori devono garantire che le loro opere siano del tutto originali e, qualora siano utilizzati scritti di altri autori, che questi siano opportunamente parafrasati o citati letteralmente. Il corretto riferimento al lavoro di altri autori deve essere sempre indicato.
Gli autori hanno l’obbligo di citare tutte le pubblicazioni che hanno avuto influenza nell’elaborazione del lavoro proposto. I manoscritti devono contenere sufficienti dettagli e riferimenti per permettere eventualmente ad altri la replica sull’oggetto della ricerca svolta.
Dichiarazioni fraudolente o volontariamente inesatte costituiscono un comportamento non etico e sono inaccettabili.
Gli autori devono indicare nel manoscritto conflitti finanziari o altre tipologie di conflitto di interessi che possono influenzare i risultati o l’interpretazione del proprio scritto.
I manoscritti proposti non devono essere stati pubblicati come materiale protetto da copyright in altre riviste. I manoscritti in fase di revisione dalla rivista non devono essere sottoposti ad altre riviste ai fini di pubblicazione. Inviando un manoscritto, l’autore concorda sul fatto che, se il manoscritto è accettato per la pubblicazione, tutti i diritti di sfruttamento economico, senza limiti di spazio e con tutte le modalità e le tecnologie attualmente esistenti e/o in futuro sviluppate, saranno trasferiti alla Rivista del Gruppo di Pisa.
La paternità letteraria del manoscritto è limitata a coloro che hanno dato un contributo significativo per l’ideazione, la progettazione, l’esecuzione o l’interpretazione dello studio. Tutti coloro che hanno dato un contributo significativo devono essere elencati come co-autori. Qualora vi siano altri soggetti che hanno partecipato ad aspetti sostanziali del progetto di ricerca, devono essere riconosciuti ed elencati come contributori nei ringraziamenti. L’autore di riferimento deve garantire che tutti i relativi co-autori siano inclusi nel manoscritto, che abbiano visto e approvato la versione definitiva dello stesso e che siano d’accordo sulla presentazione per la pubblicazione. Qualora un autore riscontri errori significativi o inesattezze nel manoscritto pubblicato ha il dovere di comunicarlo tempestivamente e cooperare al fine di ritrattare o correggere lo stesso.

Conflitto di interessi
Un conflitto di interessi può sussistere quando un autore, un referee, il Direttore responsabile o uno dei componenti del Comitato di Direzione o del Comitato di Redazione della Rivista ha rapporti personali o economici che possono influenzare in modo inappropriato le proprie valutazioni e le proprie decisioni. Questo conflitto può esistere anche se il soggetto ritiene che tali rapporti non lo influenzino. Sta al Comitato di Direzione della Rivista gestire nel miglior modo possibile eventuali conflitti di interessi (ad esempio tramite il sistema dei referees anonimi in doppio cieco) e agli autori può venire richiesta una dichiarazione in merito.

 

Ultimo fascicolo pubblicato

Rivista Gruppo di Pisa Fascicolo 2 2019

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