Le dimensioni costituzionali della sicurezza
Call for papers
In continuità con il seminario annuale del 2025, e dando seguito agli obiettivi dell’Associazione del Gruppo di Pisa, il seminario che si svolgerà a Catania l’11 dicembre 2026 intende ospitare sei interventi di giovani studiosi da selezionare a seguito di una call.
Per ognuna delle tre sessioni descritte nella traccia di discussione che segue verranno selezionati, ad opera di un comitato scientifico composto dai membri del direttivo dell’Associazione e dai colleghi ospitanti il seminario, due interventi.
Le proposte di intervento dei giovani soci dovranno pervenire all’indirizzo mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. entro il 30 settembre 2026. Dette proposte saranno articolate in un titolo e un abstract (limite massimo di 10.000 battute), e dovranno essere accompagnate da essenziali riferimenti bibliografici, normativi e giurisprudenziali (massimo 5.000 battute). L’esito della selezione verrà comunicato entro il 15 ottobre 2026.
Il testo provvisorio dell’intervento dovrà poi essere inviato da coloro che verranno selezionati entro il 20 novembre 2026.
Prima sessione
Sicurezza e difesa
Il processo di integrazione europea e la crescente interdipendenza economica e politica fra gli Stati hanno determinato ormai da tempo il superamento di una concezione esclusivamente statocentrica della sicurezza: quest’ultima assume oggi una dimensione composita e policentrica, ove la tutela degli interessi essenziali dello Stato si intreccia in modo inevitabile con le esigenze della sicurezza globale, della cooperazione internazionale e della protezione dei diritti fondamentali. Nondimeno, nel periodo più recente si assiste a una costante tensione sul piano sovranazionale, sempre più orientato a regolarsi in base a meri rapporti di forza. La stessa tenuta dell’alleanza atlantica sta conoscendo tensioni non indifferenti, con la conseguenza di porre i Paesi europei di fronte alla riflessione di come meglio assicurare, a livello continentale, la loro sicurezza sul piano internazionale, anche in un’ottica di riarmo.
Alla luce di queste tendenze, è di primario interesse interrogarsi sull’attuale configurazione costituzionale della nozione di difesa, la quale vincola l’azione statale a rispettare limiti e anche a perseguire determinate finalità – e che dunque può porsi in contrasto con alcune delle tendenze emergenti nel quadro internazionale. In questa prospettiva rilevano diverse previsioni costituzionali. Anzitutto l’art. 52 Cost., che la qualifica quale “sacro dovere” del cittadino. Un ruolo centrale è svolto ovviamente dall’art. 11 Cost., che impone il ripudio della guerra e al contempo delinea la costruzione di uno spazio giuridico fondato sulla cooperazione, sulla tutela dei diritti fondamentali e sulla prevenzione dei conflitti; concorrono inoltre le regole del diritto internazionale consuetudinario, a cui l’ordinamento si adegua automaticamente (art. 10 Cost.). Alla luce di queste coordinate, la sicurezza tende ad essere configurata quale interesse pubblico di sicuro rilievo costituzionale funzionale alla tutela della persona, che può concorrere a giustificare quelle «limitazioni di sovranità necessarie» idonee ad assicurare la «pace e la giustizia fra le Nazioni». Si tratta, come noto, di un quadro composito, in cui il concetto di difesa assume un senso più ampio, per abbracciare non solo quello di protezione dei confini e della sovranità statale, ma anche dei valori e dei principi su cui si fonda l’ordinamento; in questa prospettiva, il chiaro divieto di azioni offensive non impedisce azioni di difesa che oltrepassino i confini interni, quali le operazioni di polizia internazionale.
Per tale ordine di motivi, il seminario intende offrire un’occasione di riflessione sull’attuale significato costituzionale della sicurezza nello spazio giuridico europeo e nell’ordinamento internazionale, proponendosi di approfondire il perimetro delle limitazioni di sovranità, il loro impatto sull’esercizio delle funzioni di difesa e sicurezza anche alla luce del processo di integrazione europea.
Seconda sessione
Sicurezza e libertà
Assicurare congiuntamente sicurezza e libertà costituisce una delle maggiori sfide dello scenario giuridico moderno.
Nel dibattito pubblico attuale uno degli ambiti in cui detta tensione si produce è quello della sicurezza urbana. La percezione che l’azione pubblica non si riveli adeguata a garantire effettivamente la sicurezza dei cittadini investe uno dei pilastri su cui si fonda il patto sociale alla base di un ordinamento statale, e richiede pertanto una riflessione profonda anche sotto un profilo costituzionalistico; riflessione che non può trascurare come il problema della sicurezza urbana possa configurarsi come più grave per alcune categorie di cittadini (si pensi, ad esempio, alla possibile diversa incidenza dei rischi in base al genere sessuale) rispetto ad altre.
Proprio il diffondersi di una percezione di questo tipo può spingere il decisore politico a soluzioni marcatamente securitarie. Ad esempio, le profonde innovazioni tecnologiche (in particolare in tema di sorveglianza, intercettazioni, impiego di AI per l’utilizzo di strumenti algoritmici e biometrici oltre che per la raccolta e interconnessione di dati personali) hanno condotto alla messa in opera di sofisticati sistemi di sicurezza per gli scopi più variegati (es. contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata nelle attività della p.a. a tutti i livelli di governo; contrasto a minacce terroristiche; ecc.), ampliando progressivamente gli strumenti attraverso i quali i pubblici poteri perseguono finalità di prevenzione, orientandone l’esercizio non soltanto alla repressione di condotte illecite effettuate, ma alla gestione preventiva del rischio. Non mancano, d’altro canto, interventi e proposte tesi a riconfigurare il diritto penale in una duplice direzione: da un lato espandendo le condotte criminalizzate, dall’altro valutando con maggiore tolleranza le condotte poste in essere dai singoli in un’ottica di autodifesa. Nondimeno – in un contesto in cui la detenzione carceraria è spesso causa di privazione dei più basilari diritti umani – si assiste all’introduzione nell’ordinamento di misure difficilmente inquadrabili sul piano giuridico e di cui si prevede l’irrogazione ad opera di una varietà di autorità e poteri che in alcuni casi rischiano di porsi in contrasto con le garanzie costituzionali della riserva di legge, di giurisdizione e di ricorribilità in Cassazione.
Siffatte derive conducono ad interrogarsi se, e in quali casi, lo scenario ivi delineato sia, in particolare, compatibile con quanto dispone la Costituzione (in primis, l’art. 13 Cost.), e, in generale, con il corretto bilanciamento fra esigenze di prevenzione e tutela dei diritti fondamentali, nella più ampia cornice della proporzionalità e della ragionevolezza.
Il seminario, pertanto, intende proporre una riflessione su questi temi, interrogandosi se l’emersione del paradigma della prevenzione comporti una ridefinizione del rapporto tra autorità e libertà e, conseguentemente, se le libertà fondamentali garantite dalla Costituzione e dalle Carte dei diritti sovranazionali continuino a costituire un effettivo ed efficace limite all’espansione delle procedure utilizzate dai poteri pubblici per garantire la sicurezza, ovvero se tali libertà richiedano una loro rilettura alla luce delle trasformazioni tecnologiche e sociali.
Terza sessione
Sicurezza e welfare
Le politiche di sviluppo del welfare e, in esse, la garanzia effettiva del diritto al lavoro contribuiscono attivamente alla riduzione dei rischi per la sicurezza ed alla prevenzione di attività criminali, come ben evidenziato dalla celebre affermazione di F.D. Roosevelt secondo cui «nobody who knows how demoralizing 3 the effects of enforced idleness may be, will be inclined to doubt that crime prevention has been an important by-product of our effort to provide our needy unemployed citizens with the opportunity to earn by honest work at least the bare necessities of life».
Non si può infatti dubitare che lo sviluppo dello Stato costituzionale e l’affermazione del principio di solidarietà e di eguaglianza sostanziale abbiano progressivamente ampliato la parabola applicativa della nozione di sicurezza, estendendola così alla protezione e alla garanzia dell’effettività di alcuni importanti diritti sociali: la sicurezza tende pertanto a configurarsi come uno degli obiettivi ordinatori dell’intervento pubblico e della distribuzione delle risorse collettive, incidendo sullo stesso contenuto dei diritti sociali e sull’individuazione dei limiti della discrezionalità politica del legislatore.
Ciò conduce ad interrogarsi se, ed in che misura, la sicurezza – così intesa – tenda ad assumere una funzione trasversale nell’azione pubblica, elevandosi a criterio di conformazione delle politiche economiche e sociali e parametro di legittimazione dell’intervento pubblico (non solo statale). Il seminario intende affrontare tali questioni, interrogandosi sul rapporto fra sicurezza, solidarietà e diritti sociali con riferimento ai rapporti fra Stato e sistema delle autonomie, nel contesto dell’ordinamento sovranazionale e con riferimento alla “sussidiarietà orizzontale”. In particolare, si propone di verificare se la sicurezza possa oggi essere considerata una categoria capace di estendere effettivamente il proprio perimetro d’azione e di elevarsi a strumento di realizzazione del welfare state nell’ambito, ad esempio, della sicurezza sociale, previdenziale, sanitaria o assistenziale e quindi di contribuire concretamente alla realizzazione dell’eguaglianza sostanziale, in un quadro di sostenibilità intergenerazionale delle politiche pubbliche.
STRUTTURA DEL SEMINARIO
Relazione introduttiva: Adriana Ciancio, Università di Catania
PRIMA SESSIONE: Sicurezza e difesa
Relatore: Paolo Bonetti, Università di Milano-Bicocca
2 Interventi (call)
Discussant: Irene Pellizzone, Università statale di Milano
SECONDA SESSIONE: Sicurezza e libertà
Relatore: Giovanni Di Cosimo, Università di Macerata
2 Interventi (call)
Discussant: Marco Armanno, Università di Palermo
TERZA SESSIONE: Sicurezza e welfare
Relatore: Adriana Apostoli, Università di Brescia
2 Interventi (call)
Discussant: Tanja Cerruti, Università di Torino
Conclusioni: Agatino Cariola, Università di Catania





