21 APRILE 2023
SOMMARIO
SOMMARIO: 1. Premessa. – 2. L’art. 94, c. 2 Cost.: un inquadramento generale. – 3. L’obbligo di motivazione nell’esperienza repubblicana. – 3.1. La prassi (1948-2022). – 3.2. Qualche considerazione sull’“uso politico” dell’art. 94, c. 2 Cost. – 4. Costituzione, democrazia e visibilità del potere politico: ipotesi per un’interpretazione sistematica dell’obbligo di motivazione. – 5. Contrappunti conclusivi.
Abstract (in italiano)
L’art. 94, c. 2 Cost. prescrive che ciascuna Camera accordi o revochi la fiducia al Governo mediante l’approvazione di una mozione motivata. Nell’ambito della storia repubblicana, le forze politiche si sono conformate a questa norma solo formalmente, approvando mozioni di fiducia il cui contenuto rinviava alle dichiarazioni programmatiche del presidente del Consiglio dei Ministri (i.e. mozioni ob relationem). In opposizione a questa prassi, il contributo sottolinea l’esigenza del rispetto sostanziale dell’obbligo di motivazione ex art. 94, c. 2 Cost., fornendo un’inedita ratio giustificatrice legata al principio di pubblicità dei processi di governo.
Abstract (in inglese)
The article 94, par. 2 of the Italian Constitution states that each Chamber of the Parliament shall grant or withdraw its confidence to the Cabinet by a motion for which reasons must be stated. During the republican experience, the political forces followed this norm by approving motions of confidence which content referred entirely to the programmatic declarations of the Prime Minister (i.e. motions ob relationem). In opposition to this practice, the essay underlines the necessity to observe the Constitutional provisions by suggesting an original normative justification related to the principle of publicity of political decision-making processes.