22 FEBBRAIO 2025
SOMMARIO
SOMMARIO: 1. Premessa di metodo. – 2. La genesi della Legge costituzionale n. 1/1999. – Sez. I. Sugli incerti contenuti della rinnovata autonomia statutaria e le attese dagli stessi facoltizzate. – 3. Il procedimento di formazione degli statuti regionali ordinari: cenni. La sopraggiunta natura esclusivamente regionale della fonte. – 4. I contenuti della rinnovata fonte statutaria: in particolare, la «forma di governo» ed i «princìpi fondamentali di organizzazione e funzionamento» nell’iniziale riflessione della dottrina. – 4.1 (Segue): Sui riflessi dell’interpretazione estensiva dei contenuti statutari: in particolare, i contenuti di principio e programmatici. – 5. Sulla collocazione dei nuovi statuti nel sistema delle fonti: gerarchia o competenza nel rapporto con le “altre” leggi regionali? – 6. Sull’(in)esistenza di un diritto costituzionale regionale ed i riflessi sulle attese della “seconda” stagione statutaria. – Sez. II. Sull’attuazione della “seconda” stagione statutaria, la relativa (modesta) resa ed il contributo (non colpevole) della giurisprudenza costituzionale. 7. Sul lento avvio della “seconda” stagione statutaria e le relative cause. – 8. Una rilettura critica del contributo offerto dalla giurisprudenza costituzionale alla definizione dell’autonomia statutaria: a) Su «forma di governo» e «princìpi fondamentali di organizzazione e funzionamento». – 8.1 (Segue): b) Sul limite dell’«armonia con la Costituzione». – 8.2 (Segue): c) Sulla natura dei contenuti di principio e programmatici. – 8.3 (Segue): d) Sulla collocazione degli statuti regionali nel sistema delle fonti. – 9. Un primo bilancio sulla Legge costituzionale n. 1/1999 a venticinque anni dall’entrata in vigore.
Abstract (in italiano)
Il decorso di venticinque anni dall’entrata in vigore della Legge costituzionale n. 1/1999 costituisce un’occasione utile per riflettere sul significato della rinnovata autonomia statutaria regionale e sulle difficoltà incontrate dalle Regioni ordinarie nel relativo esercizio. Il contributo affronta le premesse storico-istituzionali che portarono alla riforma, i principali nodi interpretativi della stessa e le complesse vicende del relativo sèguito. Sebbene la causa dei modesti risultati conseguiti sia stata talvolta attribuita alle posizioni centralistiche assunte dalla Corte costituzionale, l’Autore offre una rilettura della giurisprudenza intervenuta sulle questioni statutarie, riflettendo sul concorso di altri variabili, a cominciare da un generale appiattimento delle classi politiche regionali e da una scarsa cultura dell’autonomia, destinata, in generale, a riflettersi negativamente sul rilancio del regionalismo italiano.
Abstract (in inglese)
Twenty-five years after the entry into force of Constitutional Law No. 1/1999, this milestone provides a useful opportunity to reflect on the significance of the renewed regional statutory autonomy and the difficulties encountered by the ordinary Regions in exercising it. This essay examines the historical and institutional premises that led to the reform, its main interpretative issues and the complex developments that have followed. Although the limited results achieved have sometimes been attributed to the centralist positions taken by the Constitutional Court, the author re-examines the case law on statute issues, taking into account the influence of other factors, starting from the general flattening of the regional political classes and a weak culture of autonomy, which is generally destined to have a negative impact on the relaunch of Italian regionalism.





